Dentro di me c’è una melodia che a volte
vorrebbe tanto essere tradotta in parole sue.
Come una perla cresce nella conchiglia,
così dentro di me germoglia dolcemente
il tuo ricordo bagnato di rugiada.
Ma per la mia repressione, mancanza di fiducia,
pigrizia e non so che altro, rimane soffocata e nascosta.
Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi,
per lavarsi il cuore.
A volte ci si svuota completamente.
Sai…riconosco l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
Che mi colma di nuovo di una musica dolce e malinconica.
Non esiste l’attimo in sé,
ma esiste l’attimo nel momento in cui è già passato.
A volte vorrei rifugiarmi con tutto quel che ho dentro
in un paio di parole.
In ogni caso, ne abbiamo di energia da vendere,
noi, e fegato a iosa e denti che possono benissimo
sostituire l’aquila del mito.
Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare.
È proprio così.
Io sto cercando un tetto che mi ripari
ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra.
Questo attimo, non è di altri tempi,
è un fiore che si apre nelle nostre mani:
senza frutti senza radici
ma è solo un fiore di spontaneo di bellezza,
teniamolo bene prima che si strappi,
amore mio!
Arrabbiati, ti amo arrabbiato e ribelle,
rivoluzione cocente, esplosione.
Quando ti sfido ad amarmi a più non posso
quando io scherzo e tu mi prendi sul serio
E così ognuno cerca una casa, un rifugio per sé.
Lasciami alle mie notti
ed ai miei benefici di peccato.
E io mi cerco sempre un paio di parole.
A volte mi sembra che ogni parola che viene detta,
e ogni gesto che viene fatto, accrescano il grande equivoco.
Allora vorrei sprofondarmi in un gran silenzio
e vorrei anche imporre questo silenzio agli altri.
Sì, a volte qualunque parola accresce i malintesi
su questa terra troppo loquace.
Andrebbero bene di più i fatti… Amore.
vorrebbe tanto essere tradotta in parole sue.
Come una perla cresce nella conchiglia,
così dentro di me germoglia dolcemente
il tuo ricordo bagnato di rugiada.
Ma per la mia repressione, mancanza di fiducia,
pigrizia e non so che altro, rimane soffocata e nascosta.
Si scrive per guarire se stessi, per sfogarsi,
per lavarsi il cuore.
A volte ci si svuota completamente.
Sai…riconosco l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
Che mi colma di nuovo di una musica dolce e malinconica.
Non esiste l’attimo in sé,
ma esiste l’attimo nel momento in cui è già passato.
A volte vorrei rifugiarmi con tutto quel che ho dentro
in un paio di parole.
In ogni caso, ne abbiamo di energia da vendere,
noi, e fegato a iosa e denti che possono benissimo
sostituire l’aquila del mito.
Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare.
È proprio così.
Io sto cercando un tetto che mi ripari
ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra.
Questo attimo, non è di altri tempi,
è un fiore che si apre nelle nostre mani:
senza frutti senza radici
ma è solo un fiore di spontaneo di bellezza,
teniamolo bene prima che si strappi,
amore mio!
Arrabbiati, ti amo arrabbiato e ribelle,
rivoluzione cocente, esplosione.
Quando ti sfido ad amarmi a più non posso
quando io scherzo e tu mi prendi sul serio
E così ognuno cerca una casa, un rifugio per sé.
Lasciami alle mie notti
ed ai miei benefici di peccato.
E io mi cerco sempre un paio di parole.
A volte mi sembra che ogni parola che viene detta,
e ogni gesto che viene fatto, accrescano il grande equivoco.
Allora vorrei sprofondarmi in un gran silenzio
e vorrei anche imporre questo silenzio agli altri.
Sì, a volte qualunque parola accresce i malintesi
su questa terra troppo loquace.
Andrebbero bene di più i fatti… Amore.

Nessun commento:
Posta un commento