martedì 14 ottobre 2014


E così sei comparsa d'un tratto
in carne di video,
con sciolti capelli,
collana sul petto,
monili alle orecchie,
occhi taglienti
come filo d'acciaio
per l'anima mia.
Fin quanto potrò, amore,
nel silenzio della mia voce,
nel colore dei versi,
scendi sempre dalla tua luna
qui dove le pietre del giorno feriscono,
e le lucciole sono i filamenti
di milioni di auto in corsa.

Sorriso distratto
d'ingenua creatura
di Luna Mercuria,
di luce d'argento
che muove astri e stelle,
che compie maree e muove gli uccelli,
Regina di eventi casuali e sincronici eventi
per farmi
p e n s a r e,
s o g n a r e,
v o l a r e.
Scendi dove c’è ancora un’anima
imprigionata nel suo desiderio d’amare
e un fiore da donarti, forse l’ultimo
di questo ostile millennio,
qui dove l’abisso dell’indifferenza è orrendo
e scrosciano pianti, inascoltati,
senza fine…
Un fremito ascolto nell'anima mia
ch'entra dritto nel cuore
e paura m'assale:
ancor d'acqua l'anima mia si ricopre
come fosse Rugiada
che il dolce tepore del Sol non riesce a svanir.
Stringimi se puoi e muta il grigio
col tuo azzurro e vedrai
il mio misero stagno diventare
oceano di luce

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