Notte piovosa, questa notte che trasuda dolore...
dai rossi mattoni si perdono gocce, e foglie...
scivolano giù per sporche tettoie resti di frasi spezzate,
la paura di certi incontri rubati al buio,
e all'indecoroso silenzio...
Mi prende e frantuma la notte,
che precede il nostro incontrarci.
L'imprevisto è
a intessere la trama del buio cammino, trascinando i piedi,
insozzandoli di fango, e di lascive vergogne...
la mia colpa trova rifugio tra pozzanghere in movimento,
scosse dal vento,
ma tutto questo non basta,
e come potrebbe!
Per farmi sentire libera di te, e più vera...
la luce arriva solo con te
quando l'attesa si trasforma
in solo presente.
Ancora mi chiedo come possa essere fradicio, e dolorante...
i miei vestiti inzuppati, il mio cuore stracolmo di bestemmie
per le tue promesse mai mantenute,
l'anima mia madida di te, nonostante tutto...
Non so se porti con te
ancora l'ombra del dolore.
Ma vedo fiamme spandersi
dalle tue mani a cratere.
Eppure ancora mi chiedo come io possa aver scambiato la luna,
pallida, tremante e dal tono sottile e lieve,
nel suo mormorio…
con il sole, invece... l'ombra del quale gioca con i miei occhi,
e i suoi riflessi mi abbagliano, spaventandomi un poco...
Mi raggiungono, mi lambiscono le guance
diafane e smorte da mille anni
di sonno senza sogni.
Fuori è giorno, orgoglioso sole di primavera
a mostrare i colori,
e di luce rivestirsi, ormai...
e nemmeno una lacrima io trovo,
né una ferita, né sangue,
a giustificare il mio cuore traboccante di dolore,
come fragilissima anfora ricolma...
Tu sei rinato dalle tue ceneri antiche,
ed io sono qui,
pronta, come legna asciutta da ardere
per il tuo fuoco d'amore.
dai rossi mattoni si perdono gocce, e foglie...
scivolano giù per sporche tettoie resti di frasi spezzate,
la paura di certi incontri rubati al buio,
e all'indecoroso silenzio...
Mi prende e frantuma la notte,
che precede il nostro incontrarci.
L'imprevisto è
a intessere la trama del buio cammino, trascinando i piedi,
insozzandoli di fango, e di lascive vergogne...
la mia colpa trova rifugio tra pozzanghere in movimento,
scosse dal vento,
ma tutto questo non basta,
e come potrebbe!
Per farmi sentire libera di te, e più vera...
la luce arriva solo con te
quando l'attesa si trasforma
in solo presente.
Ancora mi chiedo come possa essere fradicio, e dolorante...
i miei vestiti inzuppati, il mio cuore stracolmo di bestemmie
per le tue promesse mai mantenute,
l'anima mia madida di te, nonostante tutto...
Non so se porti con te
ancora l'ombra del dolore.
Ma vedo fiamme spandersi
dalle tue mani a cratere.
Eppure ancora mi chiedo come io possa aver scambiato la luna,
pallida, tremante e dal tono sottile e lieve,
nel suo mormorio…
con il sole, invece... l'ombra del quale gioca con i miei occhi,
e i suoi riflessi mi abbagliano, spaventandomi un poco...
Mi raggiungono, mi lambiscono le guance
diafane e smorte da mille anni
di sonno senza sogni.
Fuori è giorno, orgoglioso sole di primavera
a mostrare i colori,
e di luce rivestirsi, ormai...
e nemmeno una lacrima io trovo,
né una ferita, né sangue,
a giustificare il mio cuore traboccante di dolore,
come fragilissima anfora ricolma...
Tu sei rinato dalle tue ceneri antiche,
ed io sono qui,
pronta, come legna asciutta da ardere
per il tuo fuoco d'amore.

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